Un Ampelmann, il semforo pedonale tipico di Berlino.

Ampelmann – l’uomo dei semafori di Berlino Est che ha conquistato l’occidente

Appena arriverai a Berlino noterai la particolarità dei suoi semafori pedonali, con un simpatico omino che con il rosso ti invita a fermarti spalancando le braccia mentre con il verde ti indica di attraversare. Si tratta dell’Ampelmann, l’uomo del semaforo pedonale.

La sua storia unica e avvincente, a cavallo fra est ed ovest, lo rende uno dei simboli della capitale tedesca. Vale la pena raccontarla e suscita sempre la curiosità dei visitatori che mi accompagnano durante i Tour di Berlino in italiano che ho il privilegio di condurre come guida turistica di questa città.

Il creatore dell’Ampelmann

Semaforo tipico di Berlino.

La storia dell’Ampelmann comincia a Berlino Est, nel 1961. La città è in ricostruzione dalle macerie lasciate dalla guerra mondiale e il governo della Germania comunista pianifica nuovi complessi abitativi, nuove strade e … nuovi semafori.

In un ufficio del centrale quartiere di Mitte lo psicologo del traffico Karl Peglau guarda orgoglioso la sua creazione. Ha appena creato l’Ampelmann, “l’uomo del semaforo dell’Est“, con la consapevolezza che grazie alla sua idea i berlinesi saranno più sicuri al momento di attraversare a piedi un incrocio.

Con il semaforo rosso l’omino allarga le sue due grandi braccia, indicando “stop” ai pedoni e con il verde cammina con grandi passi come se dicesse “vai”.

Karl Peglau è soddisfatto anche se teme che qualche alto funzionario del partito avrebbe respinto il suo disegno: l’omino è paffuto e porta un cappello, un segno più borghese che proletario.

Però nessuno ha obiettato. Anche se ci sono voluti otto anni di prove scientifiche e relazioni prima che i nuovi semafori pedonali fossero approvati. L’apparato burocratico della DDR era molto complesso, fra timbri, permessi, prove sul campo e riunioni di comitati politici che approvano le riunioni degli esperti.

Ma alla fine, nel 1969, quando Karl iniziava a perdere le speranze, le strade di Berlino Est hanno visto arrivare i nuovi semafori pedonali con quel curioso omino.

Per i berlinesi della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) è stato amore a prima vista. Tutti parlavano dell’uomo del semaforo di Berlino, in televisione, alla radio, sui giornali e sui libri per bambini.

L’Ampelmann era il simbolo di una cultura diversa, caratteristica, unica, opposta alla cultura occidentale con i suoi normalissimi semafori bicolore.

Ampelmann e la caduta del Muro di Berlino, l’omino del semaforo è destinato a soccombere

gadget a forma di Ampelmann, il tipico semaforo di Berlino.

Nel 1989 è caduto il Muro di Berlino e con esso sono caduti anche i simboli e i valori della DDR. Di conseguenza, negli anni ’90, tutto il territorio dell’ex Germania Est è stato “occidentalizzato”.

Sono cambiati i nomi delle marche esposte negli scaffali dei supermercati, i cartelli stradali, le insegne. Anche l’omino del semaforo era destinato a scomparire visto che i semafori dell’Est dovevano essere sostituiti da quelli dell’Ovest.

È cambiato tutto in un vortice velocissimo e per molti cittadini della ex Germania orientale l’euforia iniziale si è trasformata in una sensazione da turista a casa propria. Dopo la riunificazione tedesca nel 1990 sono scomparsi quasi tutti gli elementi culturali della Repubblica Democratica Tedesca sin anche gli oggetti di uso quotidiano del design.

A causa della repentina perdita della loro identità, alcuni tedeschi dell’Est rimpiangono malinconicamente il passato e i suoi prodotti tipici ormai scomparsi. Una prova è data dal fatto che nei mercatini di Berlino gli oggetti del periodo comunista sono sempre più rari e i loro prezzi esorbitanti. Non è raro nemmeno vedere le Trabant, l’auto della DDR, oggi diventata icona hipster, “sfrecciare” fra le strade della capitale.

Proprio per esprimere questa malinconia nel periodo post-riunificazione, è stata creata la nuova parola “Ostalgie“, che è una combinazione di “Ost” – Est in tedesco – e “Nostalgie”.

Salvate l’Ampelmann!

Negozio Ampelmann a Berlino.

A metà degli anni ’90, in risposta all’occidetanlizzazione imperante, si sono radunate centinaia di persone al grido «Salvate l’Ampelmann!», con tanto di comitato popolare organizzato in difesa di quell’omino che per anni aveva guidato in sicurezza i loro attraversamenti.

Il risentimento è cresciuto ad ogni semaforo Ampelmann sustitutito fino al referendum popolare del 1997. Fortunatamente hanno avuto la meglio e l’Ampelmann è stato reintrodotto e adottato come semaforo ufficiale da tutta Berlino.

Karl Peglau è riuscito anche a far riconoscere la sua proprietà intellettuale sul disegno. Veniva da una società contraria alla proprietà privata ed è riuscito ad adattarsi ai tempi. Lo psicologo ha unito le forze con un giovane imprenditore e non solo sono riusciti a salvare l’omino, ma l’hanno anche brevettato assicurandone il futuro.

Un vero successo imprenditoriale culminato con l’apertura di moltissimi negozi Ampelmann dove poter acquistare ogni sorta di oggetto con la sua forma. Un’icona turistica incontrastata fra i souvenir di Berlino visto che i visitatori della città portano spesso a casa un gadget con la forma dell’omino del semaforo.

Mai darsi per spacciati!  Questo è quello che insegna la storia dell’uomo del semaforo di Berlino. Infatti, proprio quando l’Ampelmann sembrava destinato a sicura morte è arrivata la sua rinascita con tanto di rivincita sull’ovest e sui semafori capitalisti con i quali sarebbe stato sostituito.

Nella Francia si acclamava «il re è morto, viva il re!» per annunciare la morte del re e l’avvento del suo successore ma qua siamo a Berlino quindi «l’Ampelmann è morto, viva l’Ampelmann!».

Sono Jacopo, una delle guide di Berlino di GUIDEinTOUR. Spero che quest’articolo sull’Ampelmann sia stato di tuo interesse.

Se desideri approfondire la conoscenza di questa incredibile città e dei suoi particolari meno conosciuti come “l’omino del semaforo” ti consiglio il nostro Free tour di Berlino, la visita guidata ad offerta libera della capitale tedesca. Ti accompagneremo attraverso la sua storia incredibile in tutte le sue sfumature.

Ti aspetto al nostro punto di ritrovo e chissà, magari ci conosceremo personalmente!

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