Un vista di un bunker sotterraneo di Berlino

Visitare i bunker storici di Berlino – edifici sotterranei e scheletri di cemento.

Questo articolo ti guiderà tra i bunker storici di Berlino: tre livelli di lettura (costruzione, uso post-bellico, significato attuale), quattro strutture concrete da visitare e le informazioni pratiche per farlo.

La capitale tedesca è, senza ombra di dubbio, il crocevia della storia contemporanea europea. In meno di cento anni qui si sono concentrati due degli eventi più significativi dell’ultimo secolo: il trionfo e la caduta del nazismo, poi l’epicentro della Guerra Fredda con il suo famigerato Muro. La Seconda Guerra Mondiale e il successivo timore della guerra nucleare negli anni ’60 hanno fatto sì che a Berlino fossero costruiti e mantenuti un numero considerevole di bunker.

Alcuni sono sotterranei, come il Bunker di Hitler a Berlino, mentre la maggior parte di loro sono stati edificati in superficie a causa della difficoltà di costruire sottoterra per la grande presenza di acqua nel sottosuolo. In città ne restano ben 12.

La Berlino sotterranea e nascosta: reliquie di un passato non troppo lontano

Ciò che resta di questa storia recente non è sempre ben evidente. Spesso è nascosto, oppure va letto tra le pieghe più recenti della città, nei cortili interni, nei parchi, nei quartieri residenziali che sembrano normalissimi finché non si alza lo sguardo verso una mole di cemento armato che non assomiglia a nulla di quello che ti aspetteresti. Berlino non è una città che si capisce a prima vista, e i suoi bunker ne sono la prova più fisica e tangibile.

Ancora oggi, partecipando ai nostri visite guidate di Berlino, si possono vedere e spesso toccare con mano frammenti di Storia che potrebbero sfuggire a un visitatore disattento. Il metodo dei tre livelli serve proprio a questo: prima capisci perché il bunker fu costruito (causa), poi cosa ne fecero dopo la guerra (trasformazione), infine cosa racconta oggi della città in cui ti trovi (significato). Applicare questo schema a ciascuna delle strutture che seguono trasforma una passeggiata tra mostri di cemento in un’esperienza formativa difficile da dimenticare.

Nei mesi più affollati, molti visitatori si concentrano sui grandi monumenti e ignorano completamente questi edifici. Chi invece li cerca, chi ha il tempo e la curiosità di andarli a trovare, porta a casa una comprensione di Berlino che nessuna guida convenzionale riesce a trasmettere. Mettetevi comodi, quindi, e partiamo per il nostro viaggio alla loro scoperta.

L’Anhalter Bunker: dalla stazione ai deportati, fino al Berlin Story Museum

Il bunker più famoso di Berlino è stato sicuramente il Führerbunker, sito in Wilhelmstraße, fatto costruire da Hitler nel cortile interno della sua cancelleria. È uno dei luoghi più visitati della città e meta obbligatoria del nostro Free Walking Tour di Berlino in italiano.

Non molto lontano da quel luogo fatidico sorge però un altro grande bunker della Seconda Guerra Mondiale, altrettanto carico di storia e altrettanto ignorato dalla maggior parte dei turisti.

Siamo nei pressi di quella che era la grande stazione dei mezzi pubblici di Berlino “Anhalter Bahnhof“. L’indirizzo esatto è Schöneberger Straße 23. Questo rifugio apparteneva alle ferrovie e fu costruito proprio in prossimità della stazione da cui partirono anche molti convogli che deportavano gli ebrei tedeschi verso il ghetto di Terezin, un dettaglio che trasforma ogni visita in qualcosa di profondamente diverso da una semplice escursione architettonica. Noi visitiamo gli esterni di questo bunker con la visita guidata “Berlino nazista e il Quartiere Ebraico“.

Il bunker doveva offrire riparo ai viaggiatori e ai dipendenti della stazione. La costruzione iniziò alla fine del 1941, con due piani sotterranei e tre in superficie.

Dopo la guerra, nell’estate del 1950, divenne un campo profughi, e oggi è sede del museo privato Berlin Story Museum, uno spazio che racconta la storia della capitale tedesca attraverso installazioni multimediali e reperti originali.

Bunker Boros: dal carcere sovietico alla Boros Collection, passando per il techno

Questo bunker sopraelevato si trova nel bel mezzo della città, esattamente a Reinhardtstraße 20, nel centralissimo quartiere di Mitte. Fu costruito dai nazisti nel 1943 sfruttando il lavoro di migliaia di lavoratori forzati per offrire riparo ai passeggeri delle vicine stazioni in caso di bombardamento. Già nella sua origine c’è una doppia violenza: quella della guerra che incombeva e quella dello sfruttamento di chi lo costruì.

Dopo la guerra rimase a Berlino Est e i sovietici, che occuparono questa parte della città, lo usarono come prigione preventiva e successivamente come deposito di frutta. Per questo motivo i berlinesi, che amano dare nomignoli a tutto, lo chiamarono “Bunker delle Banane“. È difficile trovare un soprannome che condensi meglio la tragicommedia della storia tedesca del dopoguerra.

Dopo la caduta del Muro, Berlino alternativa prese forma proprio in strutture come questa: il bunker divenne “Il Bunker”, ossia uno dei club techno più importanti in città fino alla chiusura nel 1996. Poi è stato il collezionista d’arte Christian Boros ad acquistarlo per farne la sua dimora e la sede della Boros Collection, un interessante museo di Berlino che ospita arte contemporanea internazionale in un contenitore che ne moltiplica il significato.

Vedere un’installazione di arte concettuale dentro le mura di un ex carcere sovietico produce un effetto che nessun white cube tradizionale potrebbe replicare.

Pallaseum Hochbunker: quando un bunker diventa il fondamento di un palazzo popolare

Cambiamo zona, ma restiamo in piena città, esattamente a Pallastrasse 28, a Schöneberg, uno dei quartieri di Berlino rimasti ad ovest. Costruito nel 1943, anno fatidico in cui le incursioni sulla capitale iniziarono a diventare una consuetudine letale, era composto da ben cinque piani. Le pareti erano spesse ben 4 metri, una misura che da sola spiega perché nessuno sia mai riuscito ad abbatterlo.

Fu costruito vicino allo Sportpalast, il palazzetto dello sport dove spesso Hitler e Goebbels tenevano discorsi di propaganda e che fu poi completamente demolito negli anni settanta. Nel 1946 gli americani, che occupavano questa parte della città, provarono a far saltare il bunker, ma lo scalfirono solamente. Negli anni ’80, in piena Guerra Fredda, venne usato come struttura della protezione civile, come bunker antiatomico e come magazzino per merci di emergenza: una continuità funzionale che attraversa tre regimi politici completamente diversi tra loro.

Oggi funge da base su cui poggia un mastodontico e impressionante palazzo di edilizia popolare degli anni settanta con più di 500 appartamenti. I residenti del palazzo vivono sopra un bunker della Seconda Guerra Mondiale. Ogni mattina. Questa è Berlino.

Flakturm Humboldthain: torre contraerea, pareti di arrampicata e pipistrelli invernali

Questo particolare bunker nasce come torre contraerea, una struttura progettata dallo stesso Hitler come arma miracolosa per difendere le città tedesche dagli attacchi aerei alleati. Secondo i piani megalomani del dittatore, dopo la vittoria finale, si sarebbero poi dovuti convertire in castelli del Reich. La realtà fu molto meno epica: si rivelarono poco più che goffe fortezze di cemento armato, ma i bunker sottostanti diedero riparo a migliaia di tedeschi durante la guerra.

A Berlino ne erano previste ben sei, ma alla fine ne completarono solo tre sotto la supervisione dell’ispettore generale per l’edilizia Albert Speer. Questa torre con il suo bunker si trova all’interno del parco Volkspark Humboldthain e oggi offre una splendida vista sul tramonto berlinese.

In primavera-estate la struttura è quasi completamente coperta dalle foglie degli alberi e a stento si vedono le sue due torri contraeree. Per godersi la vista, bisogna camminare fino alla cima delle torri passando per le pareti di arrampicata artificiali che si sono create all’esterno del bunker, una trasformazione che riassume perfettamente l’approccio berlinese al proprio patrimonio scomodo.

È possibile anche visitare l’interno, basta contattare l’associazione Berlin Unterwelten, l’organizzazione che si occupa dei tour nel sottosuolo berlinese e che gestisce alcune delle esperienze più significative legate alla Berlino nascosta. Nei mesi invernali invece il sito è chiuso perché funge da rifugio per centinaia di pipistrelli. Non è un dettaglio pittoresco: è la conferma che questi edifici continuano ad avere una vita propria, indipendente da qualsiasi intenzione umana.

Come spesso dico ai visitatori della città, Berlino è una città che va raccontata per essere apprezzata appieno e noi lo facciamo con passione.

Se vuoi approfondire la storia letteraria e culturale della capitale tedesca, ti invito a partecipare alle nostre Visite guidate di Berlino.

Per scoprire ulteriori dettagli sull’autore di questo articolo, ti invitiamo a visitare il suo profilo con un semplice clic: Iacopo Buonaguidi.

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